21.06.2026 – 12^ DOMENICA DEL T.O.: NON ABBIATE PAURA

21.06.2026 – 12^ DOMENICA DEL T.O.: NON ABBIATE PAURA

Pubblicato da admin, Categoria: Liturgia, Omelie,

Gesù lo ripete ben tre volte in 156 parole quindi ogni 52. Di chi e di che cosa? Prurito dell’ascolto. “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole” (2Tm 4,3). Nasce la sindrome della missione fallita. Non vi stancate però di seminare di continuo la Parola di Dio di cui un giorno si vedrà la verità. È illuminante ciò che è accaduto a Gesù: i suoi nemici erano convinti di averlo messo a tacere per sempre, di aver posto una pietra enorme e inamovibile su di lui e sul suo messaggio, ma nella Pasqua è risorto, proprio come il seme che, sepolto nella terra, muore, ma per rispuntare centuplicato. Sopraffazione morale o fisica. Non si può escludere l’offesa, l’accusa ingiusta, le percosse, la confisca di beni, il togliere la vita come silenziatore umanamente definitivo, ma non spiritualmente perché la vita del giusto continuerà a cantare le meraviglie di Dio in lui compiute. Ne era molto convinto Paolo: “Sì, io ne sono certo: né la tribolazione, né l’angoscia, né la persecuzione, né la fame, né la nudità, né la spada… nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio che si è manifestato in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,35-39). Mancanza del necessario. Come fare a mandare avanti la famiglia se non abbiamo più nulla? Gesù garantisce che il valore della vita ricevuta in dono non cambia anzi mantiene intatta la sua preziosità. Dirà: “Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate” (Mt 6,18). Frammento.
Gesù si riconosce in chi non ha paura di annunciare il suo vangelo, anche a costo della vita. Oggi sono ancora molti i martiri della fede, ma anche dove non c’è spargimento di sangue, la persecuzione esiste ed è inevitabile. Può essere in modo aperto mediante insulti, pubblici dileggi, altre volte in modo subdolo e camuffato attraverso l’emarginazione, la discriminazione, l’esclusione…
Chi con la sua vita non disturba nessuno, può essere certo: forse senza rendersene conto, si è adeguato ai princìpi di questo mondo e ha rinunciato al regno di Dio.