Gesù prova a spiegare. Sembra una lezione ma in realtà è una scuola di vita. E la fa in tre tempi:
A. Preparazione:
➢ Soffrire molto: la sofferenza è misteriosa ma vere. Come può un Padre far soffrire un Figlio? E il Figlio grida l’abbandono. Prova una solitudine essenziale. È senza una reale spiegazione!
➢ Venire ucciso: la morte è concepibile come un fine vita sulla terra, ma non quando è tolta con la violenza. Ritorna l’incomprensibile!
➢ Risorgere: è la risposta di fronte alla resa: colui che si sente abbandonato di Dio, si riaffida al Padre. E lì accade la verità della sofferenza e della morte. Sono per la risurrezione!
B. Resistenza L’uomo, in questo caso Pietro, ricalcitra: no, la sofferenza no! Gesù risponde: questo è il pensiero degli uomini, ma non di Dio. Torna la necessità della sofferenza. Il suo mistero s’incastona nella storia!
C. Proposta. Se uno vuole fare la mia stessa strada
Rinneghi se stesso: si guardi dal concepire e di vivere la vita in funzione di sé. È una vita già destinata alla sconfitta.
Prenda la sua croce: quale? i dispiaceri, i desideri non realizzati, qualcosa andato storto, la rabbia per essere stati trattati male e sé parlato male di noi, la paura per i tempi che stiamo vivendo, la delusione profonda di non riuscire ad emergere e poter guadagnare di più … Ogni giorno ce n’è una o più di una. E nessun miracolo ce le porta via.
Mi segua. Ogni croce caricata sulle spalle come Gesù, diventa la vera opportunità di prendere in mano la nostra vita e farne un miracolo vivente d'amore e di dono. È una vita risorta.
Frammento di coraggio
− Non smettere mai di credere all'amore di Dio per noi. Ognuno dica: per me!
− Credere sempre alla comunione con i fratelli e sentire che insieme è più facile portare la croce.
− Credere profondamente alla preghiera, quella vera, tante volte veramente una scelta coraggiosa, perché è un perdersi in Dio.
Oggi pregherò più volte, assaporandone ogni parola, il salmo: "Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla… Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male".

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