L’assunzione di Maria al cielo, in anima e corpo, corrisponde alla sua resurrezione e glorificazione: quindi questa è la Pasqua di Maria, ma in dipendenza da quella del Figlio Gesù. Come rappresentante perfetta dell’umanità e ideale del discepolo cristiano, Maria è segno di speranza e garanzia di salvezza per ogni creatura.
Oggi perciò contempliamo una creatura, che partecipa alla pienezza della vita risorta, propria di Gesù. Maria, donna, una di noi, vissuta su questa terra e discepola fedele, oggi è accolta gloriosamente nella dimensione celeste. In Lei la Chiesa contempla la propria primizia e il destino a cui è chiamata.
Come brano evangelico per questa festa, ci viene presentato il tratto del Magnificat, la preghiera cordiale e filiale di Maria che celebra le grandi opere compiute in Lei e nell’umanità dal Signore. La struttura di questo inno è molto semplice: un’introduzione, dove Maria loda Dio. Poi una prima parte, che narra ciò che Dio ha fatto in Maria, segue una seconda parte che descrive ciò che Dio fa abitualmente e riguarda tutta la storia dell’umanità. Infine la conclusione, dove Maria afferma con solennità che l’azione di Dio corrisponde all’impegno che si era preso.
Il Magnificat si presenta come il canto di una persona credente che esprime la beatitudine della fede, non dice nulla di sé, ma proclama ciò che Dio ha fatto. E Dio l’ha fatto perché è fedele alle sue promesse, mantiene la parola data. Dio si rivela nelle opere, negli interventi che capovolgono le situazioni.
Possiamo anche noi, come Maria, guardare alla nostra vita e alla vita del mondo come luogo in cui Dio sta scrivendo la sua storia, che è una storia di amore e di salvezza.

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