05.10.2025 – 27^ del Tempo Ordinario: FARE LA PROPRIA PARTE Lc 17, 5-10.

05.10.2025 – 27^ del Tempo Ordinario: FARE LA PROPRIA PARTE Lc 17, 5-10.

Pubblicato da admin, Categoria: Liturgia, Omelie,

La fede come un granello di senape, non ha traccia di grandezza per cui più è grande e più funziona. Questo è il metro di un mondo che ti fa credere che, più sei grande, ricco, intraprendente e più vali.
La fede, anche se piccola, ha un potere enorme. Purché sia fede vera. Poi è anche naturale che se viene esercitata, cioè coltivata, allora può crescere e divenire anche grande. Ma di per sé è quella stessa d’inizio. C’era già tutto e man mano che si manifesta riesce a superare prove sempre più grandi.
Il suo potenziale va oltre il bene prezioso della stessa vita che, per la fede, la si può donare. Così che fede e amore camminano insieme.
il risultato allora non è fuori ma dentro dove la fede realizza ciò in cui crede, cioè se stessa. Non è infatti una parola autorevole che si deve pronunciare, diremo la verità che va annunciata, ma la Volontà di Dio accolta, creduta, pregata e realizzata.
Dice San Giacomo: “Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” (2,26).
E le opere della fede non sono programmate dall’uomo ma il loro programma sta in Dio. Ed è appunto la fede che mentre lo viene a conoscere attraverso la parola e lo spirito che vi inabita, si premura di metterlo in atto.
Tale programma ha bisogno dell’adesione dell’uomo sempre più completa. È una conversione continua a saper posporre il proprio e tantomeno volerlo imporre a Dio.
Per cui l’essere servi inutili non è essere incapaci ma abilitati all’ascolto e a promuove un programma da Regno di Dio.
E tale regno va solo cercato e realizzato con la sua giustizia. E quale regno di Dio se non quello in cui viene riconosciuto come Padre, si vive da figli e si realizza una fraternità che tende ad essere sempre più l’universale? E questo è fargli giustizia la sola che egli chiede. È il suo sogno che siamo chiamati a realizzare.
Riconoscere poi di aver compiuto ciò che era la nostra parte vuol dire che abbiamo lasciato a Dio di fare la sua: il 20% a carico nostro di fronte all’ 80% a carico suo. Ed è essere piuttosto largheggianti per quanto riguarda noi!