Ma tu chi dici che io sia? Per rispondere non posso attendere entrando prima nella mia mente, perché non è una idea. Ricordo che ad un uomo di fede appena terminata una conversazione, gli fu chiesto a bruciapelo: cosa c’è nel tuo cuore? E Lui immediatamente disse: Dio! Pronunciato di getto, perché era vero! E fu un colpo per tutti, si coglieva la sua testimonianza. Se uno mi chiedesse: cosa c’è nel profondo del tuo intimo più intimo? Forse mi fermerei un attimo e direi che si tratta di una domanda alla quale non è facile rispondere… Eppure non è possibile attendere una risposta artefatta. E perché a chi ti chiede: chi è l’amico più grande e più caro che hai? La risposta non viene forse da sé dato che quell’amico ha un nome e un rapporto speciale con te? La risposta tarda a venire perché quel cosa c’è rivela una marea di presenze e io debbo ricercare il tesoro della mia vita in mezzo ad una confusione di cose che lo nascondono, di persone che hanno il posto principale, e anche me stesso che cerca e ricerca senza fermarsi mai da nessuna parte. A tal proposto diceva spesso Papa Francesco che non è da mettere Gesù al centro ma toglierci noi da quella posizione perché era, è e sarà sempre la sua. E quindi per poter dire che Gesù è al centro del mio cuore, è necessario che sia Lui a venire in rilievo e tutto il resto che gli fa da corona. Perché tutto può essere bello ma più bello diventa Lui e facilmente percepibile.
Frammento.
Perché non provare a mettere ordine nel proprio cuore e dare più spazio a ciò che è vero oggi e lo sarà per sempre? E questi è solo Gesù e il suo amore attivo: Egli “è lo stesso ieri e oggi e per sempre” (Eb 13,8). “Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente” (Ap 1,17.18).

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