“Subito”, dunque. Si deve trattare di cosa urgente non dilazionabile.
I verbi dicono tutto.
- Convertirsi.
Dice un cambiamento di mente e anche di posizione, come un guardare in altra direzione. È uno stacco dalla vita di prima.
- Camminare.
Non ci si può attardare. C’è qualcosa di urgente che ha bisogno di esser comunicato a tutti.
- Vedere.
Essere attenti all’altro. È un’avventura che non si può affrontare da soli.
- Venire
È la chiamata di Gesù per una tale avventura.
- Seguire
È la risposta della persona uomini che aderiscono.
- Insegnare.
È incidere nella mente dell’altro, lasciare un segno.
- Annunciare.
È qualcosa di determinante: il Regno di Dio, cioè Dio che si fa uomo e quindi vicino. E si esprime così: “L'uomo è amato da Dio! È questo il semplicissimo e sconvolgente annuncio del quale la Chiesa è debitrice all'uomo. La parola e la vita di ciascun cristiano possono e devono far risuonare questo annuncio: Dio ti ama, Cristo è venuto per te, per te Cristo è "via, verità, vita" (Gv 14,6) (Giovanni Paolo II° Christifideles laici 31).
- Guarire.
Non si tratta solo di parole pur sante ma di guardare tutta la persona con le sue prove.
Non rimandare ciò che ti è chiesto di fare oggi, fai domani ciò che non ti è possibile fare oggi. Così la vita corre senza sussulti dove l’urgenza e la pazienza camminano insieme.
Frammento.
Far come Gesù che è attento ai bisogni delle persone ma ora sembra voler agire subito come nel caso del servo del centurione: Verrò e lo guarirò, e ora sembra voler prendere tempo come nel caso della figlia di Giairo e si ferma per strada con la donna malata per la perdita di sangue o anche quando deve andare dall’amico Lazzaro che è malato e che troverà dopo già morto.
Gesù ha un solo intento: fare la volontà del Padre. E quindi se è strappato da tutti durante il giorno, sfrutta la notte per mettersi in relazione col Padre. Ed è da questo momento che riceve luce per mettere insieme l’urgenza e la pazienza!

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