27.11.2022 – 1^ di Avvento: Cari catechisti, care catechiste

27.11.2022 – 1^ di Avvento: Cari catechisti, care catechiste

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Cari catechisti, care catechiste,

vorrei raggiungere ciascuno di voi ed esprimervi la mia riconoscenza per il contributo generoso che date alla costruzione della Chiesa. Grazie per il vostro impegno accogliente, a servizio delle nuove generazioni. Grazie per l’esperienza viva della vostra fede e per la passione con cui la donate.
Facendo eco a parole di Papa Francesco, vorrei esortarvi a non stancarvi mai di essere catechisti, che raccontano con l’esempio, prima ancora che con la parola, quanto sia buona la vita che scaturisce dal Vangelo.
Nel farlo, lasciatevi interrogare dal volto dei ragazzi e dalle situazioni delle loro famiglie. Non scoraggiatevi quando, a primo avviso, raccogliete un’estraneità e quasi una sostanziale indifferenza verso la proposta cristiana. Anche in questi casi, non abbiate paura, non fermatevi sulla difensiva, abbattete le distanze, andate incontro con pazienza e comprensione. Come raccomanda il Papa, “dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione, ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana”.
Non dubitate: il vostro mettervi in gioco con umiltà e fiducia, la vostra presenza e la vostra testimonianza, il vostro rendervi disponibili al rapporto personale e fraterno… sono tutti elementi che lasceranno una traccia indelebile nel cuore di quanti oggi accompagnate all’incontro con il Signore Gesù.
A tale riguardo, penso a quanto la vostra azione verso i ragazzi si riveli un’occasione di crescita della fede degli stessi genitori. Se è vero, infatti, che questi rimangono i primi responsabili dell’educazione dei figli, con il vostro servizio favorite il cammino che porta anche loro ad essere adulti nella fede e inseriti nella comunità cristiana.
Perché possiate farlo senza perdere la gioia, anche in mezzo alla fatica, coltivate la familiarità con la Parola di Dio; gustatene la freschezza, che umanizza, rigenera e sostiene l’impegno.
Infine, sentitevi a pieno titolo coinvolti e partecipi della comunità ecclesiale che, a partire dalle nostre parrocchie, forma il popolo dei credenti, inviato ad annunciare a tutti l’amore misericordioso del Padre.

Con queste semplici righe mi sono permesso di prendere per primo la parola, in modo che nell’incontrarvi possa essere più attento ad ascoltare, accogliere e custodire quanto vorrete condividermi. E perché questa non rimanga una promessa vaga, nelle prossime settimane verrò sul territorio, insieme a don Calogero, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano. Vengo per essere da voi aiutato, per incoraggiarvi nel servizio e per celebrare insieme la fedeltà del Signore, che si serve di ciascuno di noi per far sì che anche il nostro sia un tempo abitato dalla sua Provvidenza. A presto, dunque.
don Ivan, Vescovo

 

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