31.05.2026 – SS TRINITA’: LA COMUNIONE VERA
, Categoria: Liturgia, Omelie,È quella che vive la Trinità e che Gesù è venuto non solo a svelare ma anche a farla vivere. E si tratta non solo di vita spirituale ma anche di vita sociale tra individui. Quindi siamo chiamati ad amare il prossimo perché per realizzarci come uomini o viviamo a modo della Trinità o semplicemente non ci realizziamo. Quindi il morire per l’altro non è far un atto di martirio ma un modo per realizzarci come persone. Ognuno agisce per far vivere l’altro, cioè lo ama morendo a sé. È una comunione dove tutti ci sono e insieme tutti scompaiono per via di amore. Gesù ha portato la sua civiltà sulla terra che è quella della Trinità. E così anche il parlare di povertà ha senso se in funzione della comunione con gli altri. E questo perché se un domani stessimo tutti bene potremmo avere la comunione stando bene tutti quanti. Non è un peccato la ricchezza. È un peccato possedere quando l’altro sta male. Per questo la comunione dei beni non è un atto di virtù ma, se la vivo, io sono cristiano perché in tal modo vivo la trinità. È impossibile vivere la comunione se l’altro ha fame e io sto bene. Un battezzato che vive per se stesso e non ama gli altri come potrà andare in paradiso quando si taglia fuori dalla comunione? Dio è comunione e Gesù è venuto per riportare l’uomo alla vera immagine e somiglianza di Dio e non come singolo perché Dio è Trinità. Sentiamo le parole brucianti di S. Basilio: “il pane che a voi sopravanza, è il pane dell’affamato; la tunica appesa al vostro armadio, è la tunica di colui che è nudo; le scarpe che voi non portate, sono le scarpe di chi è scalzo; il denaro che tenete nascosto, è il denaro del povero; le opere di carità che voi non compite, sono altrettante ingiustizie che voi commettete” (Omelia VI in Luca, XII, 18: PG XXXI, col. 275).

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