11.10.2026 – 28^ DOMENICA DEL T.O.: L’ INSCALFIBILE IMMAGINE DI DIO

11.10.2026 – 28^ DOMENICA DEL T.O.: L’ INSCALFIBILE IMMAGINE DI DIO

Pubblicato da admin, Categoria: Liturgia, Omelie,

Non c’è niente di più dannoso che formarsi l’immagine di una persona. Essa non può cambiare, per me è sempre quella che ho in mente. E chissà di quante storture del genere è tappezzata la terra!
E le conseguenze sono costellate di notizie per lo più fuorvianti e presunte. Si tratta di descrizioni e pareri su questo e quello e quella cosa che sono in genere giudizi improvvisati e il più delle volte non veri. E così le cose o persone sono come si pensa che siano; e circola il parere, “mi sembra”, “a me risulta”, con quel pressappochismo che genera sospetti e vere inimicizie.
Anche di Dio è possibile farsi un’immagine che lo avvicina ad un padrone assolutista che ha bisogno d’incensi e di sacrifici per essere tenuto buono, o esige dei comportamenti ineccepibili tali da renderlo benevolo e generoso.
È l’immagine che lo allontana dalla realtà ma che mi segue e insegue, fino a ritenerlo per davvero uno che non può avere un rapporto vero con me o se lo ha è da padrone a servo.
Evidentemente l’immagine è piuttosto cruda ma fa capire abbastanza un possibile perché gli invitati declinano l’invito e preferiscono seguire i propri affari e gli impegni in agenda. Per loro non si sarebbe trattato di un invito a nozze ma di un esame sulla condotta.
È a dir poco del tutto stravolta la visione di una vita futura senza scampo, se dovesse essere esaminato l’estratto conto della propria vita. Dio rimarrà sempre insoddisfatto e piuttosto indispettito per i continui ripensamenti e le cadute. Un debito in continua crescita. Altro che invito a nozze!
È il frutto di un’immagine prodotta talora dall’educazione, a come sono abituato a vedere le cose. È certo che se Dio diventa cattivo ai nostri occhi quando qualcuno in famiglia viene meno e si ritiene Lui il crudele della situazione – se fosse amore perché? –, allora non è certo uno da avvicinare o che si fa vicino. Mentre Lui come Padre di fronte a ciò che incalza e fa soffrire è presente o se uno muore, lo chiama e lo accoglie come figlio!
LE DOMANDE DELLA SETTIMANA
1. Quale immagine di Dio mi sono fatto? È un padre o uno che mette soggezione?
2. Quando prego bado più alla forma o alla sostanza, dico le preghiere o prego, cioè parlo con Dio che mi ama?
3. L’aldilà per me è fatto solo di inferno e paradiso o di un “essere sempre con il Signore” come dice S. Paolo?
4. È un invito a nozze o a prendere parte ad un funerale dove è dio colui che è morto?