“Ecco, noi saliamo a Gerusalemme… ” (Mt 20,18). Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità

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Nell’attuale contesto di preoccupazione in cui viviamo e in cui tutto sembra fragile e incerto, parlare di speranza potrebbe sembrare una provocazione. …
Nell’annunciare la sua passione e morte Gesù annuncia la speranza, quando dice: «e il terzo giorno risorgerà» (Mt 20,19).
Egli ci parla del futuro spalancato dalla misericordia del Padre. Sperare con Lui e grazie a Lui vuol dire credere che la storia non si chiude sui nostri errori, sulle nostre violenze e ingiustizie e sul peccato che crocifigge l’Amore. Significa attingere dal suo Cuore aperto il perdono del Padre.
Ricevendo il perdono, nel Sacramento che è al cuore del nostro processo di conversione, diventiamo a nostra volta diffusori del perdono: avendolo noi stessi ricevuto, possiamo offrirlo attraverso la capacità di vivere un dialogo premuroso e adottando un comportamento che conforta chi è ferito.
Il perdono di Dio, anche attraverso le nostre parole e i nostri gesti, permette di vivere una Pasqua di fraternità.
Con due esortazioni concrete:

  1. «Dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano» (Enc. Fratelli tutti [FT], 223).
  2. A volte basta essere «una persona gentile, che mette da parte le sue preoccupazioni e le sue urgenze per prestare attenzione, per regalare un sorriso, per dire una parola di stimolo, per rendere possibile uno spazio di ascolto in mezzo a tanta indifferenza» (ibid., 224).

I tre suggerimenti quaresimali.

  • Fate elemosina.

Il poco, se condiviso con amore, non finisce mai, ma si trasforma in riserva di vita e di felicità.
Così avvenne per la farina e l’olio della vedova di Sarepta, che offre la focaccia al profeta Elia (cfr 1 Re 17,7-16); e per i pani che Gesù benedice, spezza e dà ai discepoli da distribuire alla folla (cfr Mc 6,30-44).
Così avviene per la nostra elemosina, piccola o grande che sia, offerta con gioia e semplicità.

  • Digiunate.

Il digiuno vissuto come esperienza di privazione; liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni – vere o false – e prodotti di consumo.

  • Pregate.

Nel raccoglimento e nella preghiera silenziosa, la speranza ci viene donata come ispirazione e luce interiore, che illumina sfide e scelte della nostra missione: ecco perché è fondamentale raccogliersi per pregare (cfr Mt 6,6) e incontrare, nel segreto, il Padre della tenerezza.
Dal messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2021

  • Pensiero del giorno

Nel segreto, là dove solo il Padre vede tutto e dove non può giungere il nostro stesso sguardo.
È dunque importante abbandonarsi a Lui e credere che i suoi sono occhi di misericordia.
Egli ci tiene stretti al cuore e dona sicurezza e pace. Ci com-prende cioè prende dentro come figli, così da uscire ogni giorno plasmati dal suo Amore, con gli stessi suoi lineamenti, come figli che gli somigliano.
Là nel segreto Egli fa suoi i dubbi, le paure, le preoccupazioni e, liberandocene, ci rende angeli di speranza nei gesti, in ogni movimento e attraverso le parole che hanno forza dalla vita vissuta in questo abbandono in Lui.
Un abbandono che deve essere vero, dove tutto diventa suo e non è lecito poi riprenderlo.
Rimaniamo in questo abbandono in Lui!

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