“Qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai, mai della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci
pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare. … Quell’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità … Vi sono persone soccorse in mare e
corpi senza vita recuperati dalle acque. Per questo il Successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi. La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o
l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte …
La conversione dello sguardo inizia quando il migrante smette di essere “uno dei tanti”, smette di essere una categoria e una cifra. Solo allora
comprendiamo che quella bambina potrebbe essere nostra figlia, quei volti parte della nostra famiglia; e allora, la coscienza non ha più scuse.
La misericordia inizia con piccoli gesti: a volte con qualche biscotto e un po’ di latte; altre volte, con cinque pani e due pesci (cfr Mt 14,17-21).
(Papa Leone XIV Las Palmas de Gran Canaria, giovedì, 11 giugno 2026)

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