La chiesa deve guardare Gesù Cristo!

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Articoli,

Qual è il significato di quel momento di preghiera così intenso che ha avuto nella Moschea?

Papa Francesco: Io sono andato lì, in Turchia, come pellegrino, non come turista. E il motivo principale era la festa di oggi (sant’Andrea): sono venuto proprio per condividerla con il Patriarca Bartolomeo, un motivo religioso.

Ma poi, quando sono andato in Moschea, io non potevo dire: “No, adesso sono turista”. No, era tutto religioso. E ho visto quella meraviglia! Il muftì mi spiegava bene le cose, con tanta mitezza, e anche con il Corano, dove si parlava di Maria e di Giovanni il Battista, mi spiegava tutto… In quel momento ho sentito il bisogno di pregare. E ho detto: “Preghiamo un po’?” – “Sì, sì”, ha detto lui.

E io ho pregato: per la Turchia, per la pace, per il muftì… per tutti… per me, che ho bisogno… Ho pregato, davvero… E ho pregato per la pace, soprattutto. Ho detto: “Signore, finiamola con la guerra…”. Così, è stato un momento di preghiera sincera.

Lei ha detto: “Voglio assicurare a ciascuno di voi che per giungere alla meta sospirata della piena unità la Chiesa cattolica non intende imporre alcuna esigenza”. Vorremmo che Lei ci spiegasse di più questa frase, se è possibile, e se riguardava il problema del Primato .

Papa Francesco: Quella non è un’esigenza: è un accordo, perché anche loro lo vogliono; è un accordo per trovare una forma che sia più conforme a quella dei primi secoli.

Una volta ho letto una cosa che mi ha fatto pensare. Fra parentesi, quello che io sento di più profondo in questo cammino dell’unità è l’omelia che ho fatto ieri, sullo Spirito Santo. Soltanto il cammino dello Spirito Santo è quello giusto, perché Lui è sorpresa, Lui ci farà vedere dov’è il punto; è creativo… Il problema – questo forse è un’autocritica, ma è più o meno quello che ho detto nelle congregazioni generali prima del Conclave – la Chiesa ha il difetto, l’abitudine peccatrice, di guardare troppo se stessa, come se credesse di avere luce propria. Ma guarda: la Chiesa non ha luce propria. Deve guardare Gesù Cristo! La Chiesa, i primi Padri la chiamavano “mysterium lunae”, il mistero della luna, perché? Perché dà luce, ma non propria, è quella che viene dal sole. E quando la Chiesa guarda troppo se stessa, vengono le divisioni. Ed è quello che è successo dopo il primo millennio. Oggi a tavola, parlavamo del momento, di un posto – non ricordo quale – dove un cardinale è andato a dare la scomunica del Papa al Patriarca: ha guardato se stessa, in quel momento, la Chiesa! Non ha guardato Gesù Cristo. E io credo che tutti questi problemi che vengono tra di noi, tra i cristiani – almeno parlo della nostra Chiesa cattolica – vengono quando guarda se stessa: diventa autoreferenziale. (…).

Ma per la forma del Primato, dobbiamo andare un po’ al primo millennio per ispirarci. Non dico che la Chiesa ha sbagliato, no. Ha fatto la sua strada storica. Ma adesso la strada storica della Chiesa è quella che ha chiesto san Giovanni Paolo II: “Aiutatemi a trovare un punto d’accordo alla luce del primo millennio”. Il punto chiave è questo. Quando si rispecchia in se stessa, la Chiesa rinuncia ad essere Chiesa per essere una “Ong teologica”.

Vorrei chiederLe, a proposito della “terza guerra mondiale” e delle armi nucleari: Lei, durante la cerimonia tenuta a settembre a Redipuglia ha detto che probabilmente la terza guerra mondiale è già combattuta “a pezzi” in tutto il mondo. Il prossimo anno sarà il 70.mo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, nonché della tragedia della bomba atomica di Hiroshima e di Nagasaki. Tuttora nel mondo vi sono numerose armi nucleari. Cosa pensa della tragedia di Hiroshima e Nagasaki, e come pensa che noi esseri umani dovremmo comportarci con queste armi nucleari e con la minaccia delle radiazioni? Grazie.

Papa Francesco: Io devo dire due cose.

Primo: è un’opinione personale, ma sono convinto che noi stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi, a capitoli, dappertutto. Dietro questo ci sono inimicizie, problemi politici, problemi economici – non solo, ma ce ne sono tanti, per salvare questo sistema dove il dio denaro è al centro, e non la persona umana – e commerciali.

Il traffico delle armi è terribile, è uno degli affari più forti in questo momento. E per questo io credo che si moltiplica questa realtà, perché si danno le armi. Penso all’anno scorso in settembre, quando si diceva che la Siria avesse le armi chimiche. Io credo che la Siria non fosse in grado di produrre le armi chimiche. Chi gliele ha vendute? Forse alcuni degli stessi che l’accusavano di averne? Non so. Ma su questo affare delle armi c’è tanto mistero.

Secondo. L’energia atomica. E’ vero: l’esempio di Hiroshima e di Nagasaki… L’umanità non ha imparato, non ha imparato. E’ incapace di apprendere l’elementare, in questo argomento. Dio ci ha dato il creato perché noi di questa “in-cultura” primordiale facessimo “cultura”. La possiamo portare avanti. E l’uomo l’ha fatto, ed è arrivato anche all’energia nucleare, che può servire per tante cose, ma la utilizza anche per distruggere il creato, l’umanità. E questa diventa una seconda forma di “in-cultura”: quell’in-cultura primordiale che l’uomo doveva trasformare in cultura diventa un’altra in-cultura, la seconda. E questa è un’in-cultura – non voglio dire la fine del mondo – ma è un’in-cultura terminale. Poi si dovrà ricominciare da capo, ed è terribile come le vostre due città hanno dovuto ricominciare daccapo.

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