Venerdì Santo 2021: È compiuto! (Gv 18, 1– 19,42)

Venerdì Santo 2021: È compiuto! (Gv 18, 1– 19,42)

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Tutto è fatto e non c’è che da imparare a vivere.

Ogni volta che una croce si presenta nei nostri giorni, tutto si compie: si chiude e muore qualche cosa di noi e sboccia e nasce qualcosa di nuovo. Anche se non appare visibile ai nostri occhi, esso lievita e rende fruttuoso ogni gesto, ogni movimento, ogni sguardo. Ci si ritrova a compiere azioni, magari piccole, ma complete.

Tutto grazie all’ultimo atto di Gesù in croce che “chinato il capo, consegnò lo spirito” (Gv 19,30). È l’ultima consegna, che, in Giovanni, è il dono dello Spirito Santo.

Prima si è consegnato Lui per me, per te e per noi, ora, per la consegna dello Spirito Santo, ognuno di noi impara a consegnare se stesso nelle varie circostanze.

È una consegna che esprime la verità dell’amore: amore chiama amore, ha in sé la capacità di generare e rigenerarsi; e ha sempre senso compiuto ogni volta che si attiva con i suoi mille modi di esprimersi. È un morire per poter vivere e far vivere. E ha o dovrebbe avere come naturale conseguenza quella che chiede Gesù: diventare reciproco. In tal modo non solo attira Dio in presenza, ma lo può anche manifestare nel suo essere completo, come Trinità di Persone; è la volontà di Dio che si realizza in terra come in cielo.

Perché non soddisfare la richiesta di Gesù?

E tutto è veramente compiuto!

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