13.09.2026 – 24^ DOMENICA DEL T.O.: LA PACE E LA GIOIA DEL PERDONO

13.09.2026 – 24^ DOMENICA DEL T.O.: LA PACE E LA GIOIA DEL PERDONO

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Non spezzare il tenue filo dell’amicizia perché, una volta rotto, anche se poi lo aggiusti, rimane sempre un nodo. Spiega il Siracide: “Come un uccello che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai. Non seguirlo perché ormai è lontano” (27,19-20). L’incapacità di perdonare, la paura di ridare piena fiducia a chi ha sbagliato sono le forze maligne che rendono irrecuperabile il legame d’amore infranto. Sproporzione tra due cuori
➢ Diecimila talenti condonati. Il talento corrisponde a 36 kg d’oro; il suo valore, moltiplicato per diecimila – la cifra più elevata della lingua greca – dà una somma enorme che corrisponde allo stipendio di 200.000 anni di lavoro, 2.400.000 buste paga.
➢ Cento denari pretesi. Un denaro corrisponde ad una giornata lavorativa; il suo valore moltiplicato per cento, dà una buona somma ma irrisoria di fronte all’altra.
➢ Settanta volte sette. L’obbligo di perdonare era ristretto ai membri del popolo d’Israele e non era illimitato. Non più di tre volte – dicevano concordi i rabbini – alla quarta si doveva accedere alle vie legali. Pietro è sconcertato: sa che sette indica la totalità, e si sente dire da Gesù: “Non ti dico che dovrai perdonare fino a sette volte (cioè sempre), ma fino a settanta volte sette (più ancora di sempre)”. Conseguenze pratiche

  1. Il perdono è connaturale a Dio. E se ce lo chiede è perché possiamo assaporare tutta la sua pace e la sua gioia, che produce.
  2. Il vero nostro dolore è trovarsi sempre in deficit di fronte ad un amore così sconfinato.
  3. La ragione non premia. Dice s. Bernardo: “L'amore è sufficiente per se stesso, piace per se stesso e in ragione di sé. È a se stesso merito e premio. L'amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di sé. Il suo vantaggio sta nell'esistere. Amo perché amo, amo per amare”.
  4. La medaglia nel cuore. “La dà solo Gesù portando dentro ciascuno di noi gioia ogni qual volta facciamo qualcosa di bello e di buono; se siamo riusciti a spiegare qualcosa di buono ai ragazzi, noi ne siamo felicissimi, dentro, e siamo belle pagati e con interessi multipli” (Cesare Pagani a Petrignano il 16.05.1986, festa di S. Ubaldo).