21.06.2015 – 12^ Tempo Ordinario: Oltre il comune vedere!

21.06.2015 – 12^ Tempo Ordinario: Oltre il comune vedere!

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

Quella dura traversata nella notte, col lago in tempesta, mette paura ed è naturale. Ma colpisce che una tale paura persiste anche se è presente Gesù!

È vero, Gesù un giorno è passato accanto a ciascuno di loro, lo ha chiamato per nome e lo ha invitato ad andargli dietro, dando la certezza che non sarebbe rimasto deluso. Ma è anche vero che Gesù, nella loro mente, è ancora quello che sta lì a dover risolvere i problemi e a soddisfare i loro desideri. Un Gesù che fa star comodi, fa sentire diversi in quanto gratificati, con un futuro pieno di umane garanzie. E per questo lo svegliano dicendo: guarda cosa succede! Perché non fai nulla?

Essi non comprendono che Gesù dorme non perché non abbia compassione di loro o si sia lasciato vincere dal sonno ma per aiutarli a rendere più forte la loro fede che per il momento non c’è. Essi devono ancora imparare l’alfabeto della vita vera e provare sulla propria pelle ciò che la tocca e la può mettere a rischio.

Essi dunque non comprendono che la bufera e la tempesta se mettono in pericolo la vita non possono scalfire la certezza che, insieme a Gesù, tutto andrà a buon fine. Non conta salvare la vita ma donarla con Lui. È l’amore che si fa dono a trasformare ogni tempesta in pedana di lancio per la vita vera.

È questa allora la domanda cruciale: Siamo noi pronti a sacrificare la nostra vita insieme con Gesù?  E questa è la maturità della vera fede, credere cioè che nessuna tempesta al mondo, vissuta con Lui, ha il potere di abbassare il tono della nostra speranza, della nostra pace, soprattutto del nostro amore.

 

Concretamente:

1.           Non sfuggire le prove chiedendo a Dio per prima cosa di liberarcene immediatamente;
2.           Vivere invece subito quella prova positivamente, cioè nell’amore;
3.           Attraversare la prova insieme a Gesù;
4.           Chiedere con fede ciò che ci sembra bene lasciando sempre a Dio di fare come meglio crede.

E così si potrà sperimentare che quando tutto appare buio – e umanamente lo è! – basta un fiammifero acceso che può essere ciascuno di noi per romperlo: in quella piccola luce, che è Gesù vivente in ciascuno di noi e tra noi, che c’è la vera speranza se, come dice Gesù, anche la morte non è, è solo un sonno.

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