22.03.2026 – 5^ Domenica di Quaresima: PAROLA CHE FA RISORGERE – Gv 11,1-45
, Categoria: Liturgia, Omelie,Una parola che insegna a vivere il Mistero Pasquale di morte e risurrezione attraverso l’Amore. Gesù aveva detto che la morte è come un sonno e nel vangelo lo dimostra. È un grido di vita che fa morire e insieme un grido di morte che invoca la vita. Un giorno Gesù stesso griderà: Dio mio, perché mi hai abbandonato? Ma subito dopo si affida in quelle mani che non possono mai abbandonare la presa. Ma oggi c’è un uomo, Lazzaro, che da morte risorge per poi morire di nuovo. Sarà la sua morte che pur vera non avrà più la forza di sopraffare e ne diventa garanzia: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”. Non resta allora che provare come ogni morte genera la vita, ogni fallimento una rinascita, un vuoto che viene colmato, un buio che diviene luce. È vivere e credere in Lui superando tutti le prove con la propria donazione! E S. Paolo lo conferma: “Io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24). FRAMMENTO: digiuno di parole. La lingua è medicina o veleno. Dicono i Proverbi: “Chi custodisce la bocca e la lingua preserva se stesso dalle afflizioni” (21,23). E Geremia: “Saetta micidiale è la loro lingua, inganno le parole della loro bocca. Ognuno parla di pace con il prossimo, ma nell'intimo gli ordisce un tranello” (9,7)

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