28.05.2023 – Domenica di Pentecoste: VIAGGIANDO CON LO SPIRITO!

28.05.2023 – Domenica di Pentecoste: VIAGGIANDO CON LO SPIRITO!

Pubblicato da admin, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

IL DONO DELLO SPIRITO.
Viene descritto come “respiro” vitale di Gesù: “… Soffiò e disse loro …”. Secondo il linguaggio ricco di significati, tipico di Giovanni, sulla croce Gesù “spirò” e “trasmise lo Spirito”, “…E chinato il capo consegnò lo Spirito” (Gv 19,30).
Per cui l’evento della sua morte rappresenta anche la donazione della sua vita o del suo Spirito per gli uomini. Dunque nel giorno della risurrezione il dono dello Spirito è offerto a tutti gli uomini ma in particolare ai discepoli affinché anch’essi siano inviati, come Gesù Cristo, ad essere segno della misericordia divina per tutto il mondo.
IL SEGNO DEL VENTO.
Spalanca porte e finestre in modo così impetuoso che tutti ne sentono il fragore mentre il fuoco brucia i loro miseri pensieri e la lingua parla lingue nuove.
Non c’è più chiusura che tenga e ogni schema viene stracciato. Basta dire: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare (o far nuova) tutta la terra.
IL GESTO DELL’ASCOLTO.
Introduce, nella mente e nel cuore, pensieri e parole nuove perché nessuno può nemmeno pronunciare “Cristo è Signore” senza di Lui. Come nessuno da solo può avere la soluzione dei problemi o la linea da seguire. Stavano infatti insieme e nello stesso luogo. Ognuno diverso e, per questo, portatore di ricchezza e di novità.
Come il corpo è uno solo e ha molte membra così lo è anche Cristo. Per cui io sono parte di Gesù e l’altro è parte di me; io in dono all’altro e l’altro in dono a me. Lo Spirito è un comunicativo e mette in relazione gli uomini superando i muri di separazione. Mentre Satana è il divisore e mette muri di incomunicabilità, lo Spirito è dono espansivo.
IL SIMBOLO DELL’ACQUA.
Noi siamo dissetati da un solo Spirito e così dal grembo di ognuno possono sgorgare fiumi di acqua viva.
IL MINISTERO DEL PERDONO
Verrà sparso dello Spirito nel mondo rivelando a tutti la misericordia infinita di Dio. E questo attraverso le mani di uomini perché il gesto diventi concreto e si possa vedere una persona nuova. Le Parole infatti dicono: “Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (catechismo della Chiesa cattolica, 1449 – Rito della Penitenza, 46. 55)
La condizione è l’accoglienza.
Tenere cioè aperto il cuore che permette a Dio di guardare da lì tutta la vita. Io infatti posso talora parlare di ciò che riesco a vedere.
Può anche non essere chiesto.
Così è successo al paralitico calato giù dal tetto: “Gesù, vedendo la loro fede, gli disse: “Figlio, ti sono perdonati i peccati” (Mc 2,5).
Può non essere richiesto l’elenco dei peccati.
Come accade alla donna, detta peccatrice, che gli lava i piedi con le sue lacrime e li asciuga coi suoi capelli, alla quale dice: “i tuoi peccati sono perdonati” (Lc 7,48).
… e nemmeno un cammino di conversione.
Lo vediamo nel ladrone anch’egli crocifisso, che gli chiede di ricordarsi di lui, al quale, dopo pochi minuti di colloquio serrato, Gesù risponde: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23,43).
Dove sta allora il non perdono?
Dove sta allora il non perdono? Esso non può che essere legato al rifiuto, e non una volta, ma più volte perché quel perdono viene offerto quando occorre. È necessario crederci, che equivale a lasciarsi amare fino a sentir scorrere sangue nuovo di una vita nuova; è offerta continua, da parte di Dio, a prendere parte alla sua vita e al suo banchetto con indosso la veste nuziale, cioè un amore dato e ricevuto, e ormai irradiato ovunque; è l’unità da chiedere con insistenza e che lo Spirito compie, perché si possa vivere da fratelli e sorelle. È il frutto più bello del suo perdono mai ritirato a meno che non sia respinto. Ma chi potrà resistere così a lungo? Arriva, prima o poi, il momento del crollo nelle braccia del Padre!