06.07.2025 – 14^ del Tempo Ordinario: FRASI INDELEBILI

06.07.2025 – 14^ del Tempo Ordinario: FRASI INDELEBILI

Pubblicato da admin, Categoria: Editoriali, Liturgia,

“Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato” (Is 49,15.16).
Dio non smentisce mai se stesso.
Siamo noi invece che ce ne facciamo un immagine sbagliata sia quando ne parliamo bene che male.
Se in bene lo pensiamo uno che fa stravedere e compie i miracoli da successo.
I suoi interventi dovrebbero essere eclatanti, tali da attirare l’attenzione di tutti.
Se in male lo pensiamo uno a cui addebitare le disgrazie che ci accadono con le frasi: “ma cosa gli ho fatto, per trattarmi così?” o anche: “perché me ha tolto? (trattandosi di una persona cara)”.
“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni” (Is 43,1)
“il pastore chiama le sue pecore, ciascuna per nome” (Gv 10,3)
Cosa significa essere chiamati per nome?
È vivere in clima di famiglia dove non ci sono ruoli ma gesti e parole dettati dall’amore che vive il genitore come tale e il figlio che risponde come figlio. E poi quello dei nonni che si distribuisce in maniera diversa verso il figlio o figlia e verso i nipoti.
È meraviglioso che Dio sia di famiglia, partecipi cioè delle gioie e dei dolori di casa.
E Lui lo fa chiamando per nome con vari accenti a seconda della situazione.
E con ciò vuol dire: “Io ci sono o ci sono anch’io o ti capisco o sono felice con te”.
Tutto nell’essere chiamati per nome.