20.07.2025 – 16^ del Tempo Ordinario: LA PARTE MIGLIORE – Lc 10,38-42
, Categoria: Liturgia, Omelie,Si parla di una parte migliore e questo dice che anche l’altra è almeno buona.
È lo stesso servizio ma con due risvolti, quello della Parola e quello al Corpo di Cristo. Sono legati ma precede quello della Parola che è l’anima dell’altro. Anche nella Messa ci sono tutti e due ma l’ascolto della Parola viene prima e dà senso e significato all’Eucaristia che la concretizza.
Perché allora è migliore?
Perché senza di essa la vita non si regge e finisce col franare; migliore ma non da assolutizzare. Gesù stesso dirà: “Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21).
Perché poi Egli fa coincidere i due servizi quando dice: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40). È questa sua Parola che si fa vita. E in Gesù il Padre ci vede come figli e quindi fratelli e sorelle.
Davanti a Lui nessuno è anonimo e il mettersi a tavola, che Marta sta opportunamente preparando, dice relazione tra convitati che si chiamano per nome esattamente come fa il Padre con ciascuno.
È il “Tu” che ci diamo con Lui, che diviene poi quel “tu” che circola, o dovrebbe circolare, tra fratelli e sorelle. E così l’umanità cresce nell’inclusione di tutti perché nessuno è più senza nome, tantomeno estraneo.
Due cose si richiamano: intensificare il rapporto con Dio come Padre, in modo tale che sia possibile riconoscere e trattare l’altro come fratello e sorella.
È Dio che nell’Amore tutto ha racchiuso. Maria e Marta non sono che le due facce della stessa medaglia.

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