04.01.2026 – 2^ Domenica dopo Natale: L’ACCOGLIENZA NON SCONTATA! – Gv 1,1-5.9-14

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Pubblicato da admin, Categoria: Liturgia, Omelie,

Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. Talora anche perché distratti. Ma il più delle volte per la fatica a perdere ciò che è meno per ciò che è più, ciò che passa per ciò che invece non passa mai. Cielo e terra - dice infatti Gesù – passeranno ma le sue parole mai.
È dunque questione dell’investimento più redditizio della vita e che per poterlo fare si da fondo a tutto, o meglio, a quello che uno considera tutto.
- L’accoglienza di Gesù comporta la presenza del Padre, dove Dio non è più solo Creatore e Signore dell’universo ma uno che è per te, pensa a te, è papà vero, ci ha generati e ci ha tutti nel cuore.
- L’essere dunque figli veri e promotori di fraternità,
Si entra allora nell’ambiente divino dove tutto è logico e s’impara a far da Gesù che
“pregava di notte il cielo lassù e il cielo dentro di sé: l’essere vero, il Tutto concreto, mentre fuori per le vie camminava la nullità che passa … Occorre fare anche noi come Lui …
Passare per il mondo e non volerlo guardare. Guardare il Cielo che è pure in noi e attaccarsi a ciò che ha essere e valore. Farsi un tutt’uno con la Trinità che riposa nell’anima, illuminandola di eterna luce.
Allora t’accorgerai che, con gli occhi non più spenti, guardi il mondo e le cose, ma non più tu li guardi: è Cristo che guarda in te, e rivede ciechi da illuminare e muti da far parlare e storpi da far camminare. Ciechi alla visione di Dio dentro e fuori di loro, storpi immobilizzati, ignari della divina volontà che dal fondo del loro cuore li sprona al moto eterno che è l’eterno amore
… Vedi e scopri la tua stessa luce in loro: il tuo vero io, che è Cristo, la realtà vera di te in loro, e, ritrovatolo, ti unisci con lui nel fratello. Così accendi una cellula del Corpo di Cristo, cellula viva, che ha il fuoco da comunicare agli altri e con esso la luce. È Dio che fa di due uno, e si pone a terzo come relazione di essi: Gesù fra loro.
Così l’amore circola e porta spontaneamente con sé, come un fiume travolgente, ogni altra cosa che i due posseggono: i beni dello spirito e quelli materiali. E ciò è testimonianza fattiva ed esterna dell’amore unitivo e vero.
Ma occorre avere il coraggio di non badare troppo ad altri mezzi, se si vuol risuscitare un po’ di cristianesimo. Bisogna far vivere Dio in noi e traboccarlo sugli altri come fiotto di vita e ravvivare gli spenti.
E tenerlo vivo fra noi, amandoci.”
(Chiara Lubich).