15.02.2026 – 6^ Domenica del T.O.: AMORE E SINCERITÀ IN RISALTO Mt 5,20-22a.27-28.33-34a.37

15.02.2026 – 6^ Domenica del T.O.: AMORE E SINCERITÀ IN RISALTO Mt 5,20-22a.27-28.33-34a.37

Pubblicato da admin, Categoria: Liturgia, Omelie,

… Chiunque si adira con il proprio fratello … Non c’è preghiera o rito che valga più della relazione tra fratelli e sorelle. E quando le relazioni tendono ad affievolirsi o deteriorarsi, vanno alimentate di continuo con attenzione e delicatezza ed eventualmente riattivate con coraggio. Gesù cita il dire pazzo o solo stupido come cosa che viene sottoposta a giudizio come colpa vera con la sua pena annessa.
Sia il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno.
Gesù tocca il nervo scoperto. Cos’è oggi dire la verità? Sembra che tutto sia incentrato sulla notizia falsa, ingannevole, fuorviante.
Ed egli dice infatti che fuori della verità, sguazza la menzogna con il suo artefice che è il maligno. Anche Pilato che lo sentì dire “chi è dalla verità ascolta la mia voce” ribatte: e che cos’è la verità?
I nomi della verità sono tanti ma quello più comprensibile è la trasparenza, cioè agire onestamente e senza secondi fini. È testimoniare apertamente che quel che si dice corrisponde a quello che si è.
In parole povere: non conta vestirsi da giovani quando dentro si è vecchi e non paga cercare di far vedere quello che non si è. È vera lezione di trasparenza.
La verità del sì, quando è sì, e del no quando è no deve arrivare al cuore e formare la mente e ha bisogno di accoglienza nella libertà. Anche il parlare è intriso di Amore e la stessa verità senza Amore, non è Dio.
Frammento.
È necessario vedere l’altro/a non solo nel suo difetto ma nei suoi molteplici pregi. S. Paolo avvisa e educa: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri” (Fil 2,3.4)!
E poi ricordiamo che la bugia ha sempre le gambe corte e prima o poi si scopre la verità. La verità fa male ma fa andare a testa alta. Non c’è nulla da nascondere. Anche Dio che ci conosce fino in fondo ci vuole sinceri con lui: non bisogna presentarsi fingendo, ma poter dire “Signore mi presento da te come sono, e tu che mi conosci, lo sai che non mento”.