12.04.2026 – 2^ Domenica di PASQUA: Non essere più incredulo ma credente! (Gv 20,27)
, Categoria: Commento al Vangelo, Liturgia,Gli apostoli, senza Tommaso nel Cenacolo, ricevono la visita di Gesù e credono che sia davvero risorto.
Anche noi crediamo alla risurrezione di Gesù, perché ce l’hanno insegnata sempre, da piccoli in su. E magari crediamo di essere anche “beati”, perché crediamo senza aver visto.
Ma molte volte l’alleluia di Pasqua si spegne contro le pareti delle nostre chiese, risuona poco lontano dai nostri luoghi di culto, fa meno rumore del consumismo e dell’economia che si sono appropriati delle nostre feste principali. Tommaso ci aiuta a rendere più cosciente la nostra fede. Non gli basta la testimonianza degli amici, vuole sentire la Parola dello stesso Gesù, vuole toccare le piaghe per credere che il fallimento del dolore e della morte gli attesti la vittoria di Cristo e con lui di tutta l’umanità straziata e agonizzante. Ci indica così i passi della vera fede: ascoltare la Parola come parola di Gesù, viverla così come si presenta, senza diluirla, riconoscere Gesù attraverso le piaghe dei fratelli che, nei dolori della vita ci ricordano il volto del Figlio di Dio, per noi morto di amore, adorare Gesù risorto presente nella comunione dei fratelli che nell’amore diventano un cuor solo e un’anima sola e trasformano il nostro vivere come in sepolcri, nel banchetto del Regno. Vivere la Pasqua è più impegnativo che celebrarla con simboli e canti di gioia, è buttarsi in una nuova avventura seguendo il Risorto, colui che non muore più.

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