Luoghi della vita quotidiana dove ci si incontra

Luoghi della vita quotidiana dove ci si incontra

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Quaresima,

La casa e il sepolcro

Betania è, per Gesù, il luogo degli affetti, dove condivide la comunione della mensa (cf. Gv 12,1-2), dove offre e riceve conforto e amicizia: «Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro» (11,5). Se mai c’è stato un luogo dove colui che non aveva una pietra dove posare il capo potesse sentirsi “a casa”, questa era, almeno per il quarto vangelo, la dimora di Betania.

In un luogo così, la parola rivolta a Gesù può diventare persino rimprovero discreto (cf. 11,21.32); in un luogo così, la voce del Signore può, a un tempo, proclamare parole inaudite – «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno » (11,25-26) – ed essere rotta dal turbamento e dai singhiozzi del pianto (cf. 11,33-35).

La geografia della quaresima, in definitiva, potrebbe condurre a questo: accettando l’estraniazione orizzontale del deserto e verticale della montagna, e poi seguendo pazientemente Gesù nelle vie e nei luoghi (compresi i non-luoghi) dell’esistenza quotidiana degli uomini, ritrovarsi nella dimora insieme intima, familiare e accogliente pure verso altri (perché così, anche, ci appare la casa di Betania) della nostra amicizia con il Signore.

Senonché, l’ultimo luogo al quale siamo condotti non è la casa, ma un altro e drammatico: la tomba. L’ultimo anche nel senso più concreto che ci sia, l’ultimo indirizzo, per così dire, della nostra presenza visibile in questo mondo.

Il Signore ha liberato almeno provvisoriamente l’amico Lazzaro da quella che ci si presenta molto più come prigione che come casa.

Non lo ha fatto, però, per aprirsi e aprirci una magica via di fuga: lui stesso, di lì a poco, lascerà rotolare su di sé la pietra sepolcrale.

Ma la sua voce potente (cf. 11,43), che chiama Lazzaro alla vita, promette al credente un’altra dimora (cf. Gv 14,1-3), quella della vita piena nel Figlio risorto: e così il pellegrinaggio quaresimale conduce fino al sabato santo, presso il sepolcro del Signore, nel silenzio raccolto che lascia presagire il suono dell’alleluia pasquale.

(da Settimana n.9/2 marzo 2014)

 

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