01.01.2021 – Inizio anno: Ti benedica il Signore e ti custodisca – (Nm 6,22-27)

01.01.2021 – Inizio anno: Ti benedica il Signore e ti custodisca – (Nm 6,22-27)

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A.TEMPO DI PANDEMIA, CRISI SANITARIA, ECONOMICA SOCIALE E PERSINO ECCLESIALE.

Così la descrive Papa Francesco.
“La crisi è presente ovunque e in ogni periodo della storia […] Si tratta di una tappa obbligata della storia personale e della storia sociale. Si manifesta come un evento straordinario, che causa sempre un senso di trepidazione, angoscia, squilibrio e incertezza nelle scelte da fare. Come ricorda la radice etimologica del verbo krino: la crisi è quel setacciamento che pulisce il chicco di grano dopo la mietitura.
«Chi non guarda la crisi alla luce del Vangelo – continua il Papa –, si limita a fare l’autopsia di un cadavere: guarda la crisi, ma senza la speranza del Vangelo, senza la luce del Vangelo. Siamo spaventati dalla crisi non solo perché abbiamo dimenticato di valutarla come il Vangelo ci invita a farlo, ma perché abbiamo scordato che il Vangelo è il primo a metterci in crisi. […] se troviamo di nuovo il coraggio e l’umiltà di dire ad alta voce che il tempo della crisi è un tempo dello Spirito, allora, anche davanti all’esperienza del buio, della debolezza, della fragilità, delle contraddizioni, dello smarrimento, non ci sentiremo più schiacciati, ma conserveremo costantemente un’intima fiducia che le cose stanno per assumere una nuova forma, scaturita esclusivamente dall’esperienza di una Grazia nascosta nel buio» (alla Curia Romana Auguri Natalizi 2020)

B.L’ESSERE BENEDETTI E CUSTODITI DA DIO.

È essere in sintonia con Dio, saper riconoscere questo suo essere prima. È vedere il suo rivelarsi in tutto ciò che accade.
Ma il suo è proprio ri-velarsi: si svela velandosi. Non è evidente a prima vista.
“Si tratta – come si diceva ieri sera – di un gioco d’Amore che non condiziona ma che si percepisce strada facendo: si crede di amare e invece ci si scopre amati! Ed è questo suo Amore che, alla fine, ha la meglio. Egli attira e ci si lascia attirare.
Tre frasi mi colpiscono: “Ora l’amato mio prende a dirmi: Alzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!” (CC 2,10); “Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore (Os 2,16); “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre” (Ger 20,7)”.

C.NELLA SCOPERTA DI DIO CI È DI AIUTO MARIA.

Ella mette insieme fatti ed eventi collegandoli tra loro. Per questo ascolta tutte le voci che le arrivano, quella dell’Angelo, dei pastori a Betlemme e di Simeone al tempio. Ha la capacità di cogliere Dio che è prima ma che lascia le sue orme anche dentro ad ogni cosa. Orme che vanno scoperte ascoltando e ascoltandosi. Ognuno è portatore di Lui, in quanto è ad immagine sua.

D.L’IMPORTANZA DEL NOME.

Esso porta l’identità di ciascuno e va riconosciuto, come quello di Giovanni e di Gesù, un dono e un’appartenenza.
“Io sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”, si sentì dire Mosè; ma ciascuno può dire Dio di… e mettere il suo nome così che ognuno possa diventare rivelazione di Dio.
Ora in Gesù è Dio che si fa presente. E ci dice: non temete, coraggio sono (ci sono) io, non abbiate paura.
Il Vangelo diviene Buona e Lieta Notizia di Gesù che rinnova la nostra vita e ci aiuta a vivere ogni attimo nella certezza che non siamo più soli.

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