Gesù vede la folla ma non fa un discorso per volerla conquistare.
Egli vuole che gente sia felice e non sia serva perché preoccupata solo di far contento un padrone.
Torna il fatto certo che egli è Padre e quale padre non vuole felice un figlio?
E allora dice a tutti dove sta la felicità. Essa si trova là dov’è la maggioranza della gente.
Dalla parte di chi
➢ Soffre per ciò che accade
➢ È emarginata
➢ Non vede né riceve giustizia
➢ si ritrova a parlar di pace e per essa s’impegna in un mondo di guerra
➢ riceve insulti ed è disprezzato.
in fondo è povero e non si aspetta più nulla dal mondo e confida solo in Dio.
È tutto un elogio della fragilità.
Dice psichiatra Andreoli:
“Fragile vuol dire aver bisogno dell’altro. Si differenzia dal potente che invece ha bisogno dell’altro per sottometterlo. Il fragile ha bisogno dell’altro perché la sua fragilità, unita a quella dell’altro, è per vivere”.
Anche Dio ha manifestato la sua massima potenza nella sua massima impotenza della croce. la logica evangelica è folle per il mondo. Il vero dramma si verifica - anche nella Chiesa – quando si fa propria la mentalità del mondo: quando si pensa che la fecondità derivi solo dai propri sforzi; quando si pensa che le cose possano andare bene solo quando c’è una piena organizzazione; quando tutto è sicuro ed efficiente; quando il risultato è proporzionale alla propria opera.
Frammento: è nella fragilità che Dio manifesta la sua potenza. E quando penso di non contare, allora è Dio che può contare su di me!

Ultimi commenti