08.05.2022 – 4 ^ di Pasqua: Nella mani divine

08.05.2022 – 4 ^ di Pasqua: Nella mani divine

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1. LA RELAZIONE PIÙ BELLA DEL MONDO

>> Le pecore ascoltano la mia voce
Nella Bibbia ascoltare non significa udire con le orecchie, ma dare la propria adesione alle Parole che vengono rivolte dal Signore, fidandosi di Lui che vuole la nostra gioia, vuole la nostra libertà. E se non si è distratti ma si ascolta la Parola di Gesù, lo Spirito dentro di noi ci dice: “ha ragione Lui, ascoltalo”.

>> …e Io le conosco.
Il verbo conoscere biblico, implica una relazione, una comunione di vita come quella dello sposo con la sposa che coltivano gli stessi sogni, gli stessi progetti, loro si conoscono. Gesù impiega questo verbo conoscere per mostrare la piena comunione di vita che c’è fra Lui e chi ha accolto la sua proposta. È il segno dell’innamoramento di Gesù. O si è innamorati di Lui e quindi lo si conosce e Lui ci conosce, oppure non si può dire di essere credenti.

>> …ed esse Mi seguono
Dove sta andando Gesù? La sua meta è il dono totale di sé, per la gioia e il bene dei fratelli.
È come se Gesù dicesse: “Io le conosco, cioè le amo, ed esse seguono Me, Colui che le ama. Ed è questo Amore ricambiato, il loro Amore. Seguono Me senza timore anche per strade che sono per la maggior parte inesplorate. Non temono perché sanno che ci sono Io che le precedo”. Il suo è un Amore che si fa sguardo che “in quella ragazza di Nazaret ha visto la Madre di Dio; nel pescatore Simone figlio di Giona ha visto Pietro, la roccia sulla quale edificare la sua Chiesa; nel pubblicano Levi ha ravvisato l’apostolo ed evangelista Matteo; in Saulo, duro persecutore dei cristiani, ha visto Paolo, l’apostolo delle genti. Sempre il suo sguardo d’amore ci raggiunge, ci tocca, ci libera e ci trasforma facendoci diventare persone nuove” (Papa Francesco, Messaggio per la Giornata di preghiera per le vocazioni 2022)

2. TRE PROMESSE

>> Do loro la vita eterna.
È la vita dell’Eterno che non è un premio futuro ma un dono che noi abbiamo già, abbiamo una che perisce ad un certo punto ma la vita dell’Eterno si va sviluppando e cresce come un germe. “Se esiste un Dio – giustamente diceva Dostoevskij – Io sono immortale”

>> Non andranno perdute in eterno
Nessun briciolo di amore andrà perduto! Ecco come conservare questa vita che è destinata a perire: donarla per amore. Se cioè la si dona fa crescere in noi il figlio di Dio.

>> Nessuno le strappa dalla mia mano
Ci sono dei pericoli in questa vita – lo ha detto Gesù – che sono i ladri, i briganti e i lupi; il pericolo che si venga sedotti da altre proposte. La promessa che Gesù fa a coloro che seguono Lui, che ascoltano la sua voce, è che non verranno rapiti da questi lupi e briganti, e miserie morali, manchevolezze, scelte infelici… non riusciranno a sconfiggere il suo amore. E nemmeno quello del Padre che ha porta avanti il suo disegno di salvezza sull’umanità. Tra il Padre e il Figlio c’è piena e perfetta comunione di intenti, il figlio realizza, porta a compimento l’unico progetto di amore del Padre.

3. PER CONCLUDERE RIFLETTENDO:

È così che anche ogni cosa si trasforma e diviene occasione per amarlo e per amare ciò e chi Egli ama. Il cuore si dilata, per quanto possibile, sulla misura del suo. E la dilatazione fa anche male ma quel dolore diviene espressione di Amore. Colui che ama e precede, dice infatti un Amore umanamente impossibile ma da Lui reso possibile per la vita sua a noi donata e che è eterna. È una vita che germoglia e cresce mentre quella fisica cala e termina.
È come se Gesù chiedesse a me e a te anche ora: Sei disposto a stare con me anche
Quando sarò con te là dove tu non pensavi? Quando ti salverò come tu non credevi? Quando mi scoprirai come non mi conoscevi?

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