14.09.2025 – 24^ del Tempo Ordinario – Esaltazione della Croce: Il paradosso
, Categoria: Commento al Vangelo, Liturgia,Era stata pensata apposta per umiliare, per impaurire, per richiamare a tutti gli schiavi l’inutilità della loro ribellione. Era uno strumento di violenza inaudita nelle mani dei padroni per incutere terrore e obbedienza cieca nei loro sottoposti.
Dicono che le sue origini siano da cercare in Mesopotamia: era la pena riservata allo schiavo fuggitivo che veniva inchiodato alla porta della casa del suo padrone. Un modo brutale per dire a lui e a tutti quelli che vivevano da schiavi come lui: voi di qui non ve ne andrete mai. E se tenterete di farlo, morirete inchiodati all’uscio di questa abitazione.
I Romani, comunque, ne fecero un uso su larga scala. E anche essi per domare le rivolte degli schiavi e, in ogni caso, per sottomettere i popoli vinti, che osavano resistere alla volontà di Roma.
Ecco cos’era la croce al tempo di Gesù. Chi avrebbe mai osato farne un simbolo di salvezza? Come associare la vita a quello che era uno strumento pauroso di morte? Come servirsene per annunciare la liberazione, dal momento che era la punizione riservata agli schiavi, un emblema del potere dei padroni che non doveva mai essere messo in discussione?
Eppure, a distanza di duemila anni, noi ci troviamo di fronte proprio a questa realtà.
Il paradosso si è avverato. La croce di Cristo è diventata un segno di salvezza per tutti quelli che credono in lui. La croce di Cristo dà fiducia e speranza a tutti quelli che attraversano la regione oscura della sofferenza, a tutti quelli che si trovano vicini alla morte, a tutti quelli che sperimentano su di sé gli effetti devastanti dell’odio, della cattiveria, della brutalità, dell’irrisione. Perché? Come ha potuto accadere una cosa del genere?
La spiegazione è una sola. Dal giorno in cui Gesù ha portato la sua croce fin sulla collina del Golgota, in cui è stato denudato e inchiodato, in cui ha reso lo spirito dopo aver tutto donato… da quel giorno la croce non è stata più quella di prima. È lui, Gesù, che l’ha trasformata. È il suo amore, la sua offerta, la sua misericordia donata anche a quelli che lo mettevano a morte, che l’ha trasfigurata.
Potenza dell’amore che riesce veramente a cambiare tutto.
Potenza dell’amore che oggi, in questa festa dell’esaltazione della santa croce, diventa per tutti una consolante certezza, una ragione di speranza.
(Roberto Laurita)

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