18.10.2020 – 29^ Tempo Ordinario: A Cesare, la moneta; a Dio, la persona – Mt 22,15-21

18.10.2020 – 29^ Tempo Ordinario: A Cesare, la moneta; a Dio, la persona – Mt 22,15-21

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Nulla di ciò che possediamo è davvero nostro: tutto è dono, che viene da prima di me e va oltre me.
Anche l’esistere è un vero debito verso Dio e verso gli altri, genitori, amici, storia, cultura, lavoro: anche sul nostro pane quotidiano è impressa la storia di innumerevoli mani, e la mano di Dio.
Ogni giorno ci dona la possibilità di abbassare il nostro debito di amore, benessere, salute, istruzione. Vita va, vita viene. Da altri a noi, da noi ad altri, in circuito aperto.
Ora domandiamoci: Cosa occorre rendere sia a Cesare che a Dio?
Rendete ad ambedue ciò che è loro. A ciascuno la sua immagine, quella stampata in una moneta, a Cesare e quella stampata in ogni creatura, a Dio.
Sono due immagini che preannunciano sulla terra una vita fraterna tra gli uomini.
La moneta, quale strumento materiale più visibile, può rendere possibile una vita sociale degna dei figli di Dio che hanno un Padre che li ama e per essi ha voluto costruire una casa comune, che è il creato, e vuole stabilire la sua presenza tra loro.
Non ci basterà più domandarci: tu che cosa pensi del nostro mondo? Ma ci domanderemo: noi che cosa diamo alla nostra società? che cosa facciamo per rammendare questo nostro paese dove la provvidenza ci ha collocati?
Il desiderio nascosto nel nostro cuore è quello di sentirci e vederci circondati dall’amore di ognuno e di poter sperimentare la libertà dei figli di Dio capaci di intessere una vera relazione che il Padre ha con i suoi figli e con il suo popolo fatto di fratelli e sorelle.
Si tratta di un desiderio che si realizza lentamente nell’arco dei secoli. È solo questione di attesa paziente. L’importante è seminare ovunque amore che resta come contributo prezioso all’affermazione della civiltà dell’amore.
E, allora, va ridato volto all’uomo, cioè la sua dignità di figlio di Dio, e va costruita una società che gli rende possibile vivere una vita di comunione fraterna.
È fare attenzione all’altro, all’altra; far in modo che nessuno ci passi accanto invano dal momento che costui, costei ci appartengono e, se andiamo a fondo, sono uno, una per i quali Gesù ha dato la vita e quindi preziosissimi ai suoi occhi.

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