22.03.2020 – 4^ di Quaresima: OCCHI NUOVI –  Gv  9,1 – 41

22.03.2020 – 4^ di Quaresima: OCCHI NUOVI – Gv 9,1 – 41

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

Disse Gesù al cieco guarito:

“Lo hai visto: è Colui che parla con te” (Gv 9,37).

Per riconoscere Gesù è necessario il passaggio attraverso momenti d’incomprensione da parte di persone varie fino ai familiari più stretti e sentire in sé la spina dolorosa del rifiuto.

Gesù qui anticipa per questo giovane ciò che succederà a Lui a breve.

Quale tipo di rifiuto po’ accadere oggi?

Gesù ebbe a dire:

“Sapete interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?” (Mt 16,3)

Mi faccio aiutare dalla poetessa Mariangela Gualtieri che ha composto “Nove Marzo Duemilaventi”. Cito sono alcune parti:

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso/il nostro fare.

Stare dentro le cose./Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

……..

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo,

in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

…….

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno.

Un comune destino ci tiene qui.

Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata che ci riporta indietro,

forse nelle lentezze delle antiche antenate, delle madri

………

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo.

………

Più delicata

la nostra mano

starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo

quanto è triste

stare lontani un metro.

 

Si tratta di imparare a credere di incontrare Gesù non nel successo o solo nell’evidenza dei frutti che Egli produce.

Egli porta avanti il progetto del Padre che lo coinvolge, trascinando dietro di sé chiunque ha il coraggio di superare gli ostacoli che si frappongono ad una vita che viene donata nonostante tutto.

Si tratta, in sostanza, di camminare verso Gesù che attende fuori le mura e ti accoglie.

Colpisce il giovane che vede così bene da incedere senza giudicare, senza rabbia, armato solo di una verità: uno mi ha aperto gli occhi e io lo devo dire a tutti.

Per vivere: imparare a donare ciò che Gesù compie nella nostra vita. Il positivo, anche attraverso mail o whatsapp!