23.11.2014 – 34^ Tempo Ordinario Cristo Re: L’altro è sempre e comunque Gesù!

23.11.2014 – 34^ Tempo Ordinario Cristo Re: L’altro è sempre e comunque Gesù!

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

Siamo giunti ormai al giudizio finale. Siamo ricondotti alla opere di carità, le opere di misericordia e, nel giudizio, vengono esemplifica-te sei opere: dare il pane a chi ha fame; dar da bere a chi ha sete; ospitare il forestiero; vestire l’ignudo; visitare l’ammalato; andare a trovare il carcerato.

Tutto ciò è ben noto agli ascoltatori: il giudizio è sul “fare” della carità: l’albero buono si riconosce dai frutti buoni e i frutti buoni consistono nel fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. Chi non entra in questa ottica, che potremmo chiamare anche laica e generale, non avrà vita autentica e perderà la sua esistenza per sempre.

Dove sta la novità di Matteo? Nel fatto che le opere sono rivolte ai fratelli di Gesù, dunque a Lui. La carità, la misericordia, la pazienza e il perdono verso il prossimo sono relazione al Padre, che si fa relazio-ne fraterna, scoprendo in tutti il volto di Gesù Figlio del Padre.

Sta a noi scorgere questi “fratelli più piccoli” che se da un punto di vista esegetico possono essere in prima battuta i meno dotati della comunità o i discepoli che Gesù ha inviato e ancora invia o i più bisognosi,  è piuttosto chiaro che Gesù ritiene fatto a sé ciò che si fa all’altro.

Per farlo è necessario cogliere la logica del servizio. Per cui si serve l’altro che è Gesù talora in modo più evidente come nel malato, talora più nascosto come nel carcerato. E se Gesù risente di ciò che si fa all’altro il nostro sarà un servizio d’amore: il tacere come il parlare; il correggere come l’incoraggiare; una visita come il lasciare in pace…

Il bene fatto all’altro realizza, redime la persona e apre la prospettiva Paradiso. È un amore vero e non semplice rapporto con l’altro che si chiude a far del bene in questa terra. Io sollevo l’uomo perché l’uomo è figlio di Dio e destinato al Regno di Dio. Si tratta di far vivere l’intero Gesù che al giudizio appare nella sua nuda verità: c’è infatti Lui come re e giudice e c’è l’uomo davanti a sé che si scopre la sua vera immagine e identità, Corpo di Gesù. Dietro ad ognuno c’era e c’è Gesù. E là si vede.

In concreto

  1. 1.            allora posso crescere nell’amore a Gesù ogni momento nell’incontro con ogni persona.
  2. 2.            sfruttare al massimo ogni occasione d’incontro senza distinzione alcuna: Gesù rivede se steso in Giuda quando lo bacia per tradirlo e lo chiama amico; così fa con chi lo crocifigge chiedendo l’amnistia completa.
  3. 3.            ricordare che amare Gesù nell’altro non è un godere perché si è stati capaci di farlo (anche se Gesù ci fa sentire la sua pace, perché si è fatto bene!) ma per far essere l’altro, è l’altro che conta e non io! È Gesù che conta, Gesù in lui.
  4. 4.            se il rapporto è “da Gesù a Gesù” allora Egli in persona (non si vede ma c’è come l’aria che si respira) vive con noi e guida e illumina.
  5. 5.            ecco perché Gesù ci chiede di “convertirci” cioè cambiare modo di pensare…il suo modo di pensare non è come quello del mondo!

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