Annunciata nella Messa crismale dello scorso aprile, la visita si aprirà in Cattedrale nella Solennità di Cristo Re (23 novembre 2025), con la partecipazione di alcuni rappresentanti di ciascuna unità pastorale.
Da giovedì 27 novembre a domenica 1° febbraio 2026 si svolgerà nelle comunità della settima zona, nel territorio che va da Città della Pieve a Castiglione del Lago; sarà anticipata da due statio simboliche, poste lungo la via Pievaiola: l’Ospedale e il Carcere.
Il calendario sarà concordato zona per zona, in base alle indicazioni dei Consigli pastorali. Nel predisporlo si riserverà un tempo per il rapporto personale del Vescovo con ciascun sacerdote e diacono nella preghiera, nel dialogo, nella fraterna condivisione dei pasti.
A livello di unità pastorale chiedo di prevedere una celebrazione penitenziale e una veglia di preghiera per le vocazioni; quindi, di incontrare i membri del Consiglio pastorale e quelli dei Consigli affari economici, gli operatori pastorali, le famiglie, i giovani e i loro animatori, le comunità religiose, i membri di associazioni e movimenti ecclesiali.
Sento la ricchezza di confrontarmi con i rappresentanti delle Istituzioni civili, le comunità etniche, le case di riposo, le cooperative sociali, come anche con alcune realtà del mondo del lavoro e della cultura.
In ogni parrocchia intendo celebrare una Messa festiva (o prefestiva); sostare in preghiera per le Lodi o i Vespri, il Rosario o l’Adorazione; visitare alcune persone provate dalla sofferenza e dal lutto.
La visita pastorale non potrà esaurirsi nelle giornate del Vescovo con le Comunità: per assicurarle continuità, entro due mesi dalla sua conclusione tornerò a presentare in ogni unità pastorale una ‘lettera di restituzione’, che farà memoria di quanto vissuto e metterà in fila le priorità che avremo individuato insieme. Successivamente, queste saranno oggetto di una prima verifica da parte dei con-visitatori: ho preferito differire il loro compito a un momento successivo alla visita pastorale, proprio per valorizzare un servizio di accompagnamento, accanto all’esame di aspetti legati all’efficacia e alla sostenibilità delle strutture e degli strumenti destinati alla missione pastorale.
I resoconti della visita pastorale saranno condivisi con il Consiglio pastorale diocesano e con quello presbiterale, quale contributo per ripensare la presenza e l’azione pastorale della nostra Diocesi nel prossimo futuro.
(Ivan Maffeis, vescovo)

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