23 Marzo – Al volo … Due risposte a due domande …

23 Marzo – Al volo … Due risposte a due domande …

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Al Volo,

Due risposte a due domande di padre Bernardo Gianni abate di San Miniato

Come potete voi uomini di religione, in questo momento, in cui è difficile avere qualsiasi contatto, ricordare ai fedeli quanto sia importante la solidarietà e non il chiudersi pensando alla propria salvezza?

Il Concilio Vaticano II ci ha fatto riscoprire la Chiesa come mistero di comunione, quindi di relazione, che sgorga dal cuore della Santa Trinità. Quindi, io direi che non si possa assolutamente pensare di appartenere alla Chiesa chiudendoci in una individualità impaurita ed egoistica.

Quando i discepoli lo fanno, subito dopo la Pasqua, lo leggeremo nella domenica in Albis, speriamo in chiesa, il Signore attraversa quelle porte, quelle pareti chiuse e, col dono dello Spirito Santo, invia tutti i discepoli, fino ad allora impauriti, a donare misericordia e speranza al mondo intero. Ecco, questo evento lo dobbiamo chiedere allo Spirito Santo anche nelle nostre case, che tentano giustamente, da un punto di vista sanitario, di chiudersi alla ingerenza del virus, ma devono alla grazia dello Spirito. Ecco, le nostre famiglie devono scoprire in questa situazione, purtroppo così drammatica, uno statuto perenne della loro vocazione familiare: essere una piccola Chiesa, una cellula di Chiesa, dove si può e si deve pregare insieme, si può ascoltare insieme la parola del Signore, si può e si deve essere, anche per le altre famiglie, con la nostra testimonianza di preghiera, di speranza e di amore, un segno che apra un futuro migliore del presente che stiamo vivendo.

Lei teme che i fedeli possano interrogarsi sul “Perché mi hai abbandonato?” e con questo, in qualche modo, allontanarsi dalla fede?

La mia risposta non vuole essere provocatoria, io non solo non temo, ma per certi versi desidero che i fedeli passino attraverso questa notte oscura, anche del dubbio, perché è un’esperienza che rafforza la fede, rafforza la comunione col Signore, rafforza l’adesione filiale al Padre Celeste.

Da questa notte oscura ci è passata la santità di grandi mistici di ogni epoca, fino a Madre Teresa di Calcutta. Sono le parole del Signore Gesù, quindi ci dicono che anche lui nel mistero della Sofferenza è attraversato da quel grande dubbio che è la nostra condizione umana lasciata a se stessa, cioè: io sono generato da un amore paterno, la mia figliolanza è frutto del caso o di un progetto di amore? Ecco, io sono certo che il Signore darà a tutti, nel porsi questa domanda oggettivamente drammatica, quel bagliore aurorale di luce, di consolazione e di speranza, che corroborerà la consapevolezza di essere tutti figli nel figlio, nel figlio Gesù, e riscoprire così in Dio un Padre buono, che non si dimentica delle sue creature, ma che ci fa davvero abbondanza di grazia. Lo dobbiamo invocare davvero come Padre in questi momenti tristi, per noi e per tutti coloro che non credono.

Dal Vangelo secondo Giovanni 4,43-54

Pensiero del giorno
QUELL’UOMO CREDETTE ALLA PAROLA CHE GESÙ GLI AVEVA DETTO E SI MISE IN CAMMINO
Torna l’urgenza di camminare con la Parola e per la Parola di Dio. Tale Parola va dunque custodita come tesoro e distribuita in forma di vita.
Possiamo fare nostra, oggi, l’assicurazione di Gesù che, di fronte alla morte dell’amico Lazzaro, disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Gv 11,25).
Questa Parola va creduta e con essa possiamo camminare insieme con Gesù che soffre e muore, come sappiamo, fino a provare l’esperienza dell’abbandono, – come se il Padre non si facesse più sentire! – e invece Lui non ci ha creduto, si abbandona tra le sue braccia e risorge. È continuare a credere all’amore del Padre e alla forza di questo amore che ci fa camminare con la Parola di Gesù.

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Settimanale Parrocchia San Valentino in Villantria

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