24.08.2025 – 21^ del Tempo Ordinario: Non so di dove siete…

24.08.2025 – 21^ del Tempo Ordinario: Non so di dove siete…

Pubblicato da admin, Categoria: Commento al Vangelo, Liturgia,

La frase – dobbiamo riconoscerlo – ha una durezza inusitata. Eppure è fatta apposta per far riflettere, per risvegliare coloro che si adagiano in una sicurezza infondata.
Non basta aver ascoltato la sua Parola, e neppure averla meditata, approfondita o addirittura proclamata e insegnata agli altri. Non basta aver mangiato assieme a lui, cioè aver ricevuto il suo pane, nell’eucaristia, o aver celebrato i suoi santi sacramenti.
Ciò che conta è altro. Quella Parola era per illuminare il cammino, quelle celebrazioni erano per sostenere e dare forza: non erano esse l’obiettivo, ma un mezzo. Un mezzo perché la Parola diventasse realtà nell’esistenza di una persona. Un mezzo perché la giustizia e l'amore trovassero espressione in tanti piccoli gesti concreti, in tante scelte quotidiane. Ed è proprio su questo, allora, che verte il giudizio. È questo che si rivela decisivo per entrare o no nel Regno.
Gesù mette in guardia, dunque, da una possibilità che non è poi tanto remota: può accadere, infatti, che i “lontani” siano i “primi” e che i “vicini” figurino tra gli “ultimi” o addirittura tra quelli lasciati fuori.
Perché non si entra in forza di un’appartenenza familiare o sociale. Non si è garantiti da una tradizione, nella quale – quasi senza volerlo – si risulta immersi. Sono i fatti a essere importanti.
È su di essi che ci si deve misurare. Per compierli, spesso, si deve andare controcorrente. Abbandonare la comoda autostrada frequentata da tutti, e inerpicarsi per dirupi scomodi, viaggiare talora in solitaria.
Alla fin fine, però, quella era la scelta giusta. Portava il sapore del Vangelo, il gusto dell’amore e della compassione ed è questo che rende “secondo il cuore di Dio”.
Roberto Laurita