26.03.2017 – 4^ Quaresima: BISOGNO DI LUCE PER ORIENTARSI! (Gv 9,1-41)

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore (Sam 16,7)

È necessario fare attenzione al nostro modo di vedere e quindi poi ai nostri comportamenti. Noi arriviamo a vedere solo la superficie o semplicemente ciò che appare ma non la realtà più vera. E quindi possiamo sbagliarci tranquillamente.

Per questo bisogna allenarsi a vedere il positivo che con tutta probabilità rivela di più ciò che uno è. Il negativo può essere benissimo la maschera.

Comportatevi come figli della luce (Ef 5,8)

I figli della luce riconoscono Dio come Padre, ne sperimentano la misericordia e quindi sono in grado di dire al mondo una parola nuova: Dio ti ama, Cristo è venuto per te e ha dato la vita per te. Ti è sempre vicino anche quando tu non lo pensi o non ti accorgi.

Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo (Gv 9,5)

Gesù è luce perché vive nella verità che è la sua vita con il Padre nello Spirito Santo. Con la sua stessa Persona dice l’essere del Dio vero.

Ma insieme dice anche la nostra identità, che illuminata da Lui, rivela che siamo figli anche noi come lo è Lui, in quanto uniti a Lui che si fa uomo. E di conseguenza ci fa scoprire come fratelli e sorelle. Il suo è un nuovo modo di essere e di vivere, quello vero.

I giudei avevano stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga (Gv 9, 22)

Per questo credere in Gesù e seguirlo, comporta un compromettersi davanti a tutti. Ma se da una parte si può far fatica ad accogliere il dissenso sulla nostra vita e i nostri comportamenti, dall’altra si riceve da Gesù qualcosa di così grande che non è per nulla paragonabile alle voci esterne.

Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo (Gv 9,25)

Siamo alla certezza della fede in Gesù che nasce dentro il cuore di un uomo. Ora ci vedo per davvero!

Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia (Gv 9, 29)

Siamo invece qui di fronte alla cecità che inquadra Dio, ne fa uno schema così intricato che non permette più di vedere come si muove. È l’immagine di Dio che entra in crisi.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?».  Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?» Gli disse Gesù:

Lo hai visto: è colui che parla con te».

 Ed egli disse: «Credo, Signore!».  E si prostrò dinanzi a lui.

Gesù conferma il suo veder giusto. E lo fa dopo aver saputo che era stato cacciato fuori. È un’esperienza di scarto, emarginazione, solitudine che porta verso la luce nuova. Gesù vive sempre e comunque una vita accanto a chi non conta o non si fa contare. È una storia lunga di secoli ma che può avere sussulto da risveglio…

Dice il Card. Scola di Papa Francesco:

“Un Papa con questo stile è stato un salutare colpo allo stomaco che lo Spirito Santo ci ha assestato per svegliarci. Quella di Francesco è una pro-vocazione in senso etimologico. Ci rimette davanti alla vocazione cristiana senza sconti. Parte sempre dai gesti, dagli esempi, da una cultura di popolo nutrita da una precisa teologia. Da qui scaturisce il suo insegnamento.”

Ecco, basta vivere il Vangelo sine glossa, senza commenti e senza compromessi, come buona e gioiosa notizia, per accendere il fuoco – oggi come 2000 anni fa – nel cuore del mondo.

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