28.09.2025 – 26^ del Tempo Ordinario: COME AD AMICI DI CASA LETTERA ALLA COMUNITÀ – 02 –
, Categoria: Editoriali, Liturgia,Un nuovo contesto
Papa Leone osserva con lucidità che “oggi non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti”; “contesti in cui ad essa si preferisce altre sicurezze"; contesti che rendono “non facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito”.
A scanso di equivoci, il Papa chiarisce che atteggiamenti di questo tipo non si riscontrano semplicemente negli ‘altri’: “Non mancano i contesti in cui Gesù, pur apprezzato come uomo, è ridotto solamente a una specie di leader carismatico o di superuomo, e ciò non solo tra i non credenti, ma anche tra molti battezzati, che finiscono così col vivere, a questo livello, in un ateismo di fatto”.
Il nostro oggi è una realtà diversa da quella che, forse, continuiamo a immaginare "La fede - riconosceva Papa Francesco – non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune”.
Segni e parole dell’esperienza cristiana rischiano di apparire come un castello di carte, di cui si stenta a cogliere la bellezza e la concretezza; è una crisi di appartenenza che impoverisce la Chiesa e le stesse relazioni comunitarie.
Il Papa non si ferma alla denuncia, ma rilancia con passione, indicando proprio questi nostri contesti come i “luoghi in cui urge la missione, perché la mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona, la crisi della famiglia e tante altre ferite di cui la nostra società soffre e non poco”.
Per raccogliere questo mandato, lasciamoci prendere per mano da una pagina evangelica: con la forza del linguaggio della parabola, ci aiuta a uscire dalla cultura del lamento e a far nostra la pazienza e la lungimiranza del Dio di Gesù Cristo.
La sua visita pastorale riapre la partita e ci consegna la via di risposta a quel desiderio di feli-cità che abita ogni cuore.
(Ivan Maffeis, vescovo)

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