28.09.2025 – 26^ del Tempo Ordinario: Non l’aveva visto!
, Categoria: Commento al Vangelo, Liturgia,In fondo, a pensarci bene, di che cosa lo si accusava? Aveva forse fatto bastonare Lazzaro dai suoi servi perché la sua presenza lo irritava? L’aveva preso in giro per il suo stato miserevole? L’aveva
sbeffeggiato per i suoi cenci e le sue piaghe? No, niente di tutto questo. L’aveva lasciato lì, alla sua porta.
Gli aveva permesso di stazionare, in pianta stabile. Anche se il suo aspetto non era gradevole. Anche se il suo odore si percepiva a distanza. Anche se i cani, che andavano a leccargli le ferite, facevano un po’ di confusione.
Tollerante. Sì, era stato proprio tollerante. Ed ora dunque perché doveva tanto patire, in mezzo ai tormenti? La ragione di un castigo così severo gli sembrava del tutto
sproporzionata. Lui, il ricco, non si era neppure accorto di Lazzaro. Semplicemente… non l’aveva visto. Aveva ben altro da fare. Ben altre creature da osservare. Ben altre occupazioni più interessanti.
Non l’aveva visto e non aveva mosso un dito per lui. Non un
soldo. Non un tozzo di pane. Neppure un po’ di avanzi.
Ecco cosa significa “peccato di omissione”. Ecco cosa può
rovinare definitivamente la nostra vita. Ecco cosa ci tiene irrimediabilmente lontani da Dio.
Una malattia che si attacca al nostro cuore e da lì raggiunge gli occhi e le orecchie. Il cuore si indurisce, non prova più compassione. Si rinchiude nella ricerca dei propri interessi, del proprio profitto. Una prigione costruita con le proprie mani, l’inizio di un’infelicità che può durare per sempre. La vista si annebbia: gli occhi non riescono più a scorgere
il prossimo e a ravvisare i tratti di un fratello. Le orecchie si tappano e non recepiscono nessuna invocazione, nessun grido di aiuto.
Malattia terribile che si insinua tenacemente, ma senza provocare grosse reazioni. Uno stato perpetuo di ripiegamento su se stessi. Una chiusura a doppia mandata. Gli altri restano lontani dal cuore, anche se sono vicinissimi, addirittura alla nostra porta.
E con loro anche Dio. E la vita procede, come se non stesse accadendo nulla di grave, come se ogni cosa andasse per il verso giusto.
Fino al momento in cui avviene un capovolgimento, tragico quanto inaspettato, senza via d’uscita.
Prenderemo anche noi ad esempio il ricco della parabola? Faremo finta di non vedere? Gesù ci annuncia delle conseguenze estremamente spiacevoli per il nostro futuro.
(Roberto Laurita)

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