9 Maggio – Al volo … CHI CREDE IN ME COMPIRÀ ANCH’EGLI LE OPERE CHE IO COMPIO E NE COMPIRÀ DI PIÙ GRANDI.

9 Maggio – Al volo … CHI CREDE IN ME COMPIRÀ ANCH’EGLI LE OPERE CHE IO COMPIO E NE COMPIRÀ DI PIÙ GRANDI.

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Al Volo,

CHI CREDE IN ME COMPIRÀ ANCH’EGLI LE OPERE CHE IO COMPIO E NE COMPIRÀ DI PIÙ GRANDI.
L’importante allora è dare accesso a Gesù nella propria vita, perché possa accadere qualcosa di grande, che ha risonanza; di nuovo, che rinnova la vita; di inedito, che è una scoperta.
Se Gesù è Salvatore anche i salvati da Lui diventano dispensatori di salvezza, non per forza e capacità propri ma per Gesù in cui credono.
Le opere di Dio nascono tuttavia dal sommerso, dalle radici profonde che si ramificano nel buio dell’anima.
Ognuno di noi deve essere felice quando questo buio lo avvolge perché è allora che si compone un’opera di Dio, come un bambino nel seno della madre, in attesa della nascita.

ALLA SCUOLA DEL RISORTO
Gesù Risorto è la garanzia assoluta e definitiva di un ambiente, che non è solo divino ma anche umano, è l’ambiente in cui Dio vive con l’uomo e l’uomo con Dio. Dio è sempre Dio e l’uomo vive con Lui come figlio. Gesù Risorto che è Dio, riassume in sé l’uomo e lo introduce nell’ambiente divino, nella Trinità. Così l’uomo, con tutta la creazione, torna, redento, alla sorgente, a quel Dio che lo ha pensato, voluto, sorretto e atteso. Ci saranno cielo e terra nuovi ma in relazione perfetta. Ognuno al suo posto, ma in Dio-Amore.

NON TEMERE, MARIA
Non avere paura, non entrare in agitazione: è il Signore che compie ciò che vuole! E Lui vuole entrare nella storia e ha bisogno di Maria. Poteva venire in tanti modi ma ha scelto la via normale. Ora le chiede solo se è d’accordo. Non temere dunque perché tu sei chiamata a compiere solo il volere di Dio. Già! La volontà di Dio! Ogni volta che accade, Dio entra nella storia perché Gesù è “solo” volontà del Padre su di Lui. Non temere! Lo diciamo a te, Maria, e in te può dirlo ciascuno a se stesso e tutti!

L’«ateo» che è in ognuno di noi
Più volte, magari in mezzo ad una notte insonne, ho ringraziato Dio dell’oscurità della fede che non mi permetteva di appoggiarmi all’evidenza, ma era un richiamo ad un amore più vero. Di fatto, quando “vedo”, mi accorgo che sono io che vado avanti con le mie qualità e facilmente ricerco me stesso. Mentre quando sono nell’oscurità e «continuo a sorridere parlando agli altri della luce», almeno sono più sicuro di aver cercato di agire per amore.
Tante volte ho pregato: «Senz’altro non ti ho amato come dovevo, Signore. Lo so che non ho saputo farlo con quella concretezza e radicalità necessarie per alleviare maggiormente le sofferenze del mondo. Ma alla fine della vita, almeno un po’ d’amore me lo troverò in tasca grazie a questa “divina commedia” con la quale, in mezzo all’oscurità, ho continuato a dare la vita per te e per gli altri…». E mi dicevo che se questo amore è anche fede, allora anch’io potevo dire di avere la fede, pur «non sentendo». Non sarà infatti che abbiamo troppo identificato la fede con il «vedere», con il credere a delle verità, mentre dovremmo avvicinarla di più all’«ascoltare» per vivere, al «fare la verità» (Gv 3, 21), a quella «fede che opera per mezzo della carità» (Gal 5, 6; cf Ef 4, 15)?
(Kike Apioli)

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Settimanale Parrocchia San Valentino in Villantria

 

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