DUE VITTIME DEL CONSUMISMO

DUE VITTIME DEL CONSUMISMO

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La Chiesa ha covato a lungo nel suo nido l'uovo deposto dal cuculo, e una volta schiuso l'uccellino più grosso ha buttato via dal nido gli altri uccellini fratellastri, restando ormai figlio unico e sovrano - e si è affermata la vera "sovranità del consumatore".
Un consumismo che sta rispondendo, da par suo, anche alla crescente confusa domanda di spiritualità individualista. I mercati della spiritualità a buon mercato stanno diventando il grande business del futuro, dove la profezia marxista della mercificazione del mondo si sta paradossalmente compiendo con la riduzione a merce di Dio stesso, il vero scacco matto del consumismo al cristianesimo. Le imprese si stanno riempiendo di corsi di spiritualità aziendale, quasi sempre prodotti di consumo per neo-analfabeti religiosi, facili prede dei nuovi falsi profeti del nulla. Sette salutiste, nuovi sciamanesimi, religioni degli animali e della natura, avanzano a ritmo giornaliero all'orizzonte, una montagna di vanitas che divora anche qualche autentica ricerca di spiritualità, dei giovani soprattutto.
Insieme a Dio, la grande vittima sacrificale della religione del consumismo è poi la comunità, perché il consumismo individualista sta trasformando la persona nell'individuo consumatore, che più è solo e isolato più consuma per sostituire le relazioni umane mancanti con merci sempre più sofisticate - un processo di sostituzione che l'intelligenza artificiale sta accelerando in modo spaventoso.
E così eliminata la comunità vera dei corpi sta eliminando le pre-condizioni di ogni esperienza religiosa, soprattutto nella Chiesa cattolica. Perché un cattolicesimo senza comunità è una contraddizione.
Ma la religione capitalistica non può amare nessuna forma di comunità vera, che considera come attriti nella ricerca del consumatore perfetto, senza legami né radici.
La morte di Dio prevista e annunciata da Nietzsche si è già compiuta nel mondo degli acquisti perenni del nostro capitalismo solitario dei consumi. Ma noi, distratti da altre domande, non ce ne siamo accorti.
Il Vangelo è diventato civiltà e storia perché è stato capace di cambiare la vita economica, politica, sociale, altrimenti sarebbe rimasto uno dei tanti movimenti gnostici del primo e secondo secolo della nostra era. Potrà risorgere se darà vita a un’altra politica, altre comunità, altre economie.
Luigino Bruni.