SIAMO STATI A NOMADELFIA

SIAMO STATI A NOMADELFIA

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Articoli,

Nomadelfia si trova a 8 km da Grosseto su un territorio di circa 4 km quadrati. Conta poco più di 300 abitanti (50 famiglie e diverse persone singole). È una popolazione comunitaria di volontari cattolici che ha messo a fondamento della sua vita la fraternità evangelica. È stata fondata nel 1931 da don Zeno Saltini. Il nome “Nomadelfia” è un neologismo creato dall’antico greco, e vuol dire: “legge di fraternità”.

IL GRUPPO FAMILIARE
Le famiglie di Nomadelfia non vivono isolate, ma in gruppi familiari. Un gruppo familiare è formato da tre, quattro o cinque famiglie, più le persone non sposate, con un numero di membri compreso fra le 20 e le 35 persone. Oggi esistono in Nomadelfia 12 gruppi familiari: 11 a Grosseto ed uno a Roma.
Il gruppo familiare è la cellula fondante di Nomadelfia. Non si potrebbe vivere appieno la fraternità se non condividendo tutti gli aspetti della vita.
Vivendo insieme si impara l’accoglienza reciproca e il perdono: il gruppo familiare non è un luogo privo di conflitti, perché si vive a stretto contatto con i difetti ed i limiti dell’altro, ma proprio per questo è il luogo dove si impara a vivere l’amore universale.
In ogni gruppo familiare è presente anche una cappella con l’ Eucarestia, che è nostra forza e cuore della nostra vita.

VITA NEL GRUPPO FAMILIARE
Fisicamente, il gruppo familiare è composto da una casa centrale e da una serie di piccoli appartamenti destinati alla singola famiglia. Nella casa centrale si vive la vita del giorno: vi troviamo la cucina, la sala da pranzo, i servizi, altre sale dove si stira e dove i bambini fanno i compiti o giocano.
Negli appartamentini troviamo le camere da letto, per la notte e i momenti di riposo, in modo che ogni famiglia conservi la propria individualità. All’esterno troviamo gli orti e gli spazi in cui i bambini possono giocare. Per il lavoro e le faccende domestiche, l’organizzazione cerca di garantire la presenza dei genitori in famiglia.
Un giorno a settimana è dedicato al lavoro nel gruppo (orti, pulizie straordinarie).
Il lavoro nel gruppo rappresenta un momento di comunione sia per gli adulti che per i bambini, che trascorrendo un pomeriggio con gli adulti del gruppo sperimentano un importante momento di condivisione educativa. Durante i giorni di lavoro ordinario, invece, ci si organizza in modo che in casa sia sempre presente almeno una mamma, a turno, poiché la maggior parte delle donne di Nomadelfia oggi ha uno o più ruoli lavorativi fuori casa.
La Presidenza nomina anche un responsabile di gruppo, che ha il compito di promuovere l’armonia fra i vari componenti, oltre a quello di coordinare le attività pratiche.

EDUCAZIONE NEL GRUPPO FAMILIARE
Noi crediamo che l’educazione sia responsabilità di tutti. Per questo a Nomadelfia parliamo di “educazione in solido”. L’ambien-te e il contesto di vita sono fattori determinanti per la formazione di una personalità: i bambini imparano ciò che vivono.
Inoltre, un figlio è un dono per tutti. Non sarebbe possibile vivere la fraternità se non sentissimo tutti, individualmente e collettivamente, questa responsabilità educativa nei confronti dei bambini che vivono accanto a noi.
All’interno del gruppo familiare, la famiglia mantiene una sua individualità, ed il primo punto di riferimento per i figli restano i genitori. Ma allo stesso tempo i bambini sanno di poter fare affidamento sugli altri adulti del gruppo, che tutti gli adulti sono per loro genitori e punti di riferimento certi.

NOMADELFIA È UNA REALTÀ PROFETICA, ha detto Papa Francesco.

“Di fronte alle sofferenze di bambini orfani o segnati dal disagio, Don Zeno comprese che l’unico linguaggio che essi comprendevano era quello 2 dell’amore. Pertanto, seppe individuare una peculiare forma di società dove non c’è spazio per l’isolamento o la solitudine, ma vige il principio della collaborazione tra diverse famiglie, dove i membri si riconoscono fratelli nella fede. Così a Nomadelfia, in risposta a una speciale vocazione del Signore, si stabiliscono legami ben più solidi di quelli della parentela. Viene attuata una consanguineità con Gesù, propria di chi è rinato dall’acqua e dallo Spirito Santo e secondo le parole del divino Maestro: «Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3,35). Questo speciale vincolo di consanguineità e di familiarità, è manifestato anche dai rapporti reciproci tra le persone: tutti si chiamano per nome, mai con il cognome, e nei rapporti quotidiani si usa il confidenziale “tu”.
(10.05.2018)

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